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la cappella dei morti extra- moenia

storia

Le prime notizie riguardanti il Cimitero extra moenia di Castelvetere risalgono al 1793, anno in cui l’Università di Castelvetere fa richiesta di costruzione agli organi competenti del Regno Borbonico.

La Real Camera di Santa Chiara era l’organo preposto a fare le veci del Re  Ferdinando ІV e, quindi, a dare l’assenso, su informazione del Ministero dell’Ecclesiastico e su parere, a livello locale, dell’udienza di Montefusco.

“…Gli attuali Amministratori dell’ Università di Castelvetere con ricorso a V.M. esposero, che mancando colà il Cimitero, non avevano il luogo ove riporre le ossa e le ceneri dei defunti, ed i Sepolcri di quelle Chiese si andavano di giorno in giorno riempiendo in maniera che cagionavano un gran fetore, con notabile danno di quella Popolazione, specialmente nei mesi estivi. Supplicarono perciò la M.V. perché degnata si fosse di accordare il permesso di potervi ergere colà un Cimitero, ma  fuori dell’abitato, per riporvi le ossa e le ceneri dei defunti.  ….”.

Il permesso ad erigere, quindi, è emesso dalla Real Camera il dì 8 ottobre del 1793 e già il 12 dello stesso mese arriva comunicazione al Ministero dell’Ecclesiastico, il quale informa l’Udienza di Montefusco e l’Università di Castelvetere, raccomandando però:

“…Il Soprintendente alla Salute riferì, che, per sicurezza della pubblica salute dovrà badarsi, che tal Cimitero sia costrutto fuori dell’abitato, circondato da un muro alto non meno di otto palmi (2 metri circa) , e che non vi si trasportino le ossa dei defunti, se non siano del tutto vecchie…..”

Purtroppo tutti i documenti Amministrativi dell’Udienza di Montefusco sono andati persi nel 1806, durante il passaggio della Provincia ad Avellino, togliendo la possibilità documentata per una verifica circa l’impianto originario, in merito soprattutto alle posizioni delle sepolture.

D.O. M.

FERDINANDI  IV   DEI  GRATIA  SICILIARUM

REGIS

OBTENTO  ASSENSU

HANC  SACRAM   POST  MORTEM  DOMUM

USQUE  IUDICII  DIEM

SACERDOTIS  THOMAE   DE  NARGI  STUDIO

SIBI  SUISQ1UE  SUCCESSORIBUS  POPULUS

ELEGIT    FUNDAVIT  EREXIT  EXSTRUXIT

ANNO  REPARATAE  SALUTIS

MDCCXCIV


Da quanto riporta la lapide sull’ingresso, il cimitero, nel 1794 era già stato costruito ed in merito alla traduzione della stessa, si possono avere diverse interpretazioni :

A  DIO  OTTIMO  MASSIMO

OTTENUTO IL  CONSENSO DA  FERDINANDO IV  PER GRAZIA DI DIO RE DELLE SICILIE, IL POPOLO,

GRAZIE ALL’IMPEGNO DEL SACERDOTE TOMMASO DE NARGI, SCELSE, FONDO’, INNALZO’ E COSTRUI’

QUESTA SACRA CASA DOPO LA MORTE E FINO AL GIORNO DEL GIUDIZIO

NELL’ANNO DELLA RIACQUISTATA SALVEZZA

1794


oppure:

CON IL PERMESSO DI FERDINANDO IV, RE DELLE SICILIE, PER GRAZIA DI DIO,

IL POPOLO DECISE,FONDÒ,ERESSE,ED EDIFICÒ NELL'ANNO DELLA RECUPERATA SALUTE, QUESTA SACRA DIMORA MORTUARIA,

FINO AL GIORNO DEL GIUDIZIO DEL SACERDOTE TOMMASO DE NARGI A MEMORIA SUA E DEI SUOI SUCCESSORI.

1794




Nel 1810 da ossario diventa luogo di Sepoltura vero e proprio e le prime sepolture riguardano bambini. Da documenti appartenenti all’Archivio Parrocchiale (LIBRO VII dei DEFUNTI) si legge:

“L’Inf.Antonia Pagano di Demetrio ed Anna di Napoli di anni due, morta in grembo di S. Chiesa e seppellita nella Cappella dei morti extra moenia. Castelvetere23/07/1810”.

Il Cimitero è qui nominato come Cappella dei Morti extra moenia, a conferma del fatto che Cimitero e Cappella erano una costruzione unica.

 La costruzione viene nominata anche in diversi incartamenti successivi  per la costruzione del Nuovo Cimitero: quello attuale.





Quest’ultimo, in principio, doveva essere costruito in località S.Angelo, ed in atti dell’archivio è riportato anche il luogo preciso: “...confina ad oriente e a mezzogiorno con beni di Antonio Violano ed a Settentrione con beni degli eredi di Agnello Mariano…” ( 30 Novembre 1819)

 “...A causa del troppo dispendio di soldi, per la costruzione di un nuovo camposanto, si prende in considerazione l’art. 3° del decreto del 31 maggio 1817, il quale ha prescritto, dove vi sono cappelle, o chiese in campagna, queste vengano scelte in preferenza per lo stabilimento del camposanto...esiste già nel luogo detto Lazzari un cimitero con cappella distante più di un terzo di miglio dall’abitato… invece di S.Angelo…” ( 23 Dicembre 1819)

Il 30 Dicembre 1819 si stabilisce di spostare il cimitero: “Il Consiglio di Intendenza del Principato Ulteriore…vista la deliberazione del decurionato di Castelvetere del 23 Dicembre 1819 colla quale si chiede di costruire il camposanto non più nel luogo che fu destinato altra volta per quest’oggetto, ma in un fondo accosto all’attuale cimitero.” (30 Dicembre 1819)

“…una decente cappella preceduta da un piccolo atrio quivi esiste. I terreni che affiancano questo fabbricato sono di natura vegetabile. Il fondo però che è alle spalle ed ai fianchi non mi par plausibile per essere soverchiamente inclinato, poiche così la spesa del riempimento e la fortificazione che converrebbe dare alle mura distruggerebbe l’economia che si intende fare. Io sarei quindi di avviso che si scegliesse in preferenza il fondo ch’è di rimpetto separato dal cimitero per la sola strada. Questo terreno è della stessa qualità, è piano, promette il maggior risparmio.”

( 26 gennaio 1920)

Con questi documenti si capiscono quindi le motivazioni per il posizionamento del nuovo cimitero che viene poi realizzato nel 1839

Negli anni ’60 comincia la triste sorte di questo splendido esempio di architettura  barocca.

Vengono effettuati lavori di consolidamento dal genio civile ma non finiti per mancanza di fondi. Al comune quindi vanno ascritte altre operazioni tra le quali la realizzazione della cappella ottagonale destra, destinata a sepoltura dei sacerdoti, fatta per ottenere un bilanciamento planimetrico e prospettico con quella che doveva essere la TerraSanta posta sul lato sinistro, tra l’altro demolita e ricostruita destinandola alla famiglia Sullo. Negli stessi anni si realizzano anche le coperture con solai in latero-cemento.



Le aggiunte fatte dal comune non vengono mai completate il che comporta numerose infiltrazione di acque meteoriche che arrecano danni notevoli alla struttura ed alle decorazioni; le condizioni si aggravano ancor di più con il terremoto dell’80.

arch. Angelo Cataldo

 
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