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la festa della madonna

tradizioni e feste

La tradizione:

Risale a prima dell'anno Mille la storia di una vecchierella alla quale apparve la Madonna delle Grazie che le chiese che in quel paesino così devoto fosse eretta,per Lei,una chiesa. La donna così si rivolse al curato, alle autorità, al popolo, ma all'unanimità fu presa per pazza. Tornata alla sua povera casa, riapparve di nuovo la Madonna che promise alla vecchierella che avrebbe fatto cadere della candida neve nel punto esatto in cui voleva fosse eretto il suo tempio. La vecchina tornò dal curato, dalle autorità, dal popolo che cercarono per il paese fino a quando, ai piedi del Castello, non trovarono una piazzetta coperta di neve.
Era il 28 aprile.
Della vecchierella non si trovò più traccia, tanto che si disse che quella povera fosse proprio la Madonna. Subito furono raccolti i fondi e costruita la chiesa detta "tempietto del miracolo", nel 2000 elevata a Santuario diocesiano.
La festa del 28 aprile serve ad onorare proprio la Madonna e nasce da una donazione di una anziana signora di un appezzamento di terra adibito a grano, con il quale volle si panificasse per i poveri.

La festa:

La festa del "28 aprile" è una ricorrenza prettamente religiosa. I preparativi partono da mesi prima e richiedono una grande devozione da parte dei castelveteresi. Infatti la sua celebrazione consiste prima di tutto nella processione delle "spunziatrici" (letteralemente "dispensatrici"): bambine di circa otto anni, vestite di bianco e ornate da numerosi monili d'oro (a emulazione della statua della Madonna delle Grazie), accompagnate da un cavaliere (di solito un parente, fornito di un bastone per difenderle) e da una madrina.
Il nome di "spunziatrici" si adatta al ruolo che le bambine hanno dopo la processione: munite di ceste, assieme al loro cavaliere e ai "masti 'e festa", le "spunziatrici" hanno il compito di portare i "tortani" (pane della Madonna) in tutte le case del paese.
Si capisce bene quanto siano impegnativi i preparativi. Già in marzo si comincia con la raccolta della tanta legna che servirà poi per panificare. Successivamente il Parroco, con un gruppo di volenterosi, batterà il paese e le sue campagne alla ricerca della materia prima: la farina (o il denaro per comprarne).
La festa del 28 aprile richiede infatti la preparazione di ben quarantacinquemila forme di pane!
Raccolte così legna e farina, si deve dare forma e vita ai tortani: le sagge vecchiette del paese si riuniscono, assieme alle future dispensatrici, in un piccolo locale al cui interno è presente un forno. La preparazione viene effettuata tutta lì, in quei pochi metri quadrati: le donne preparano le forme, le infornano e le sfornano; le bambine aiutano ordinando il pane così creato su degli scaffali di legno.
C'è poi la raccolta dell'oro che adornerà le dispensatrici: i loro genitori chiedono in prestito i preziosi di famiglia a parenti e amici,catalogando ogni pezzo con un numero e il nome del proprietario. Il giorno prima della celebrazione, l'oro verrà pazientemente cucito sui corpetti degli abiti delle bambine.
Pochi giorni prima della festa, la chiesa di San Lorenzo (dove aveva sede la Confraternita di S. Maria delle Grazie) viene allestita con drappi preziosi e fiori, nonché con un piccolo altare formato proprio da tanti tortani, dal quale le dispensatrici attingeranno il pane benedetto durante i necessari rifornimenti.
Il giorno seguente, il 29 di aprile, la festa continua per le campagne: le "spunziatrici" devono distribuire il pane anche nei piccoli agglomerati vicini. A seguito, un’orda di ragazzi di tutte le età che le accompagnano per l’intero tragitto, percorso rigorosamente a piedi e che dura circa sei ore: una allegra comitiva che ha il compito di portare le grandi ceste di tortani che servono alle “spunziatrici”, anche qui, per rifornirsi.

 
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